Oggi 4 italiani su 10 dichiarano di sapere bene cos’è il testamento solidale o per una propria cultura personale o perché ne hanno sentito parlare, ma siamo ancora ultimi in Europa.

 

Perché fare testamento solidare?

Fare “testamento solidale”, in concreto, significa ricordare nel proprio testamento, in qualità di erede (eredità) o di legatario (lascito), una o più associazioni, organizzazioni, enti.

È un gesto semplice e non vincolante, che può essere ripensato, modificato in qualsiasi momento, senza che vengano in alcun modo lesi i diritti legittimi dei propri cari e familiari. Non sono necessari ingenti patrimoni, perché per sostenere il lavoro quotidiano di associazioni impegnate nelle più importanti cause, anche un piccolo contributo può fare la differenza.

Significa anche lasciare un segno di noi quando non ci saremo più. Tramandare i nostri valori insieme a ciò che si sceglie di donare. È un atto di consapevolezza e generosità che nulla toglie ai propri eredi e arricchisce il proprio testamento di ideali come la solidarietà e il senso di eguaglianza.

Un testamento solidale è una scelta che ti permette di contribuire a cambiare il mondo, anche dopo la vita. Un gesto importante che le organizzazioni che fanno parte di Testamento Solidale, trasformano in aiuto concreto, ogni giorno, attraverso l’impegno continuo, costante e testimoniabile

 

Cosa si può lasciare

  • una somma di denaro, azioni, titoli d’investimento;
  • un bene mobile, come un’opera d’arte, un gioiello o anche un arredo;
  • un bene immobile, come un appartamento;
  • la tua polizza vita indicando la/le onlus che hai scelto come beneficiaria/e.

Ti ricordiamo che, affinché il tuo lascito sia valido, è necessario indicare chiaramente l’organizzazione beneficiaria nel proprio testamento.
Fare testamento vuol dire avere la certezza che sia rispettata la tua volontà. È un atto di tutela e responsabilità verso i tuoi familiari e verso chi ami perché ti permette di disporre, secondo legge, dei tuoi beni o di parte di essi in maniera chiara e inequivocabile.

il testatore può donare i propri beni mentre è ancora in vita, evitando all’intestatario di trovarsi coinvolto in lunghi iter processuali. Quindi, il lascito non è a titolo di donazione bensì come corrispettivo per un servizio di assistenza poiché, in cambio del bene o della somma di denaro donata, l’organizzazione si impegna ad assisterlo finché in vita

 

per maggiori informazioni 

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